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SOSTEGNO PSICOLOGICO
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PSICOTERAPIA INDIVIDUALE
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Il Modello Cognitivo viene ad integrare la psicoanalisi relazionale attraverso una specifica analisi del processo di formazione dei pensieri e di come essi si possano modificare, sia sul piano dei contenuti che delle loro caratteristiche logico-costitutive. Il punto di partenza nasce dall'osservazione di una analogia tra il vissuto del transfert nel quale il paziente è portato a riprodurre quella che è diventata la sua modalità relazionale dominante; e quanto accade sul piano del pensiero dove, analogamente, possiamo parlare di un transfert cognitivo che esprime le modalità di Interconoscenza del paziente. Ovvero come e quanto egli riesca a collaborare con l'analista nella co-costruzione di nuova conoscenza (Capozzi, 2006) attraverso la condivisione di proposte alternative alle proprie spiegazioni personali su se stesso e sul mondo. Il principio a cui si fa riferimento è quello di incrementare le possibilità cognitive ed emotive di ogni personalità ritenendo questo il metodo generale di funzionamento della psiche umana (Capozzi, 2004).
In pratica l'approccio psicoterapeutico di base è quello psicoanalitico relazionale, come descritto nella sintesi riportata qui accanto, tuttavia, oltre all'analisi delle dimensioni emotive che sono presenti nella relazione, si cerca di porre l'attenzione sulle strategie del pensiero. In particolare sulla presenza di pensieri ricorrenti, sul tipo di percezione cognitiva della relazione, e soprattutto, sulla possibilità di comprensione e partecipazione alle interpretazioni proposte dall'analista, in altri termini ai processi di interazione cognitiva e di Interconoscenza (Capozzi, 2006). Sono quindi poste a confronto le modalità relazionali con le modalità cognitive. A tale proposito, come spesso si riscontra nella clinica, il modo di sentire, di provare le emozioni spesso somiglia al modo di pensare: una persona emotivamente chiusa, introversa, facilmente produrrà un tipo di pensiero rigido poco aperto al cambiamento. Vediamo ora di descrivere, in estrema sintesi, quelle che possono essere definite le tre modalità cognitive fondamentali, le quali sono del tutto inconsce ed agiscono a completa insaputa della persona nel determinare lo stile cognitivo dei suoi processi di pensiero e di Interconoscenza. Queste sono i tre stili di pensiero, tre differenti modalità (Capozzi, 2010):
· Congiuntiva
· Disgiuntiva
· Implicativa
La modalità Congiuntiva rappresenta il pensiero più semplice e consiste nella tendenza inconscia, appresa con l'esperienza, di analizzare i problemi cercando in modo prevalente di unire le informazioni a disposizione. Si cerca quindi di trovare soprattutto gli elementi simili, o quei fatti che possano essere posti in rapporto proprio merito della loro somiglianza. Il tipo di pensiero Congiuntivo ostacola la possibilità di vedere le cose da una diversa prospettiva e di poter cambiare il personale punto di vista. E', comunque, da notare come può creare fenomeni di dipendenza cognitiva dall'analista dove pu ò esservi un apparente condivisione del pensiero determinato soprattutto dal bisogno di "congiungersi" al punto di vista dell'analista. In questo caso si assiste ad un basso grado di reale Interconoscenza.
La modalità Disgiuntiva rappresenta un tipo di pensiero più complesso capace, oltre che di congiungere elementi simili, anche di tenere conto delle differenze e dei contrari. In questo modo si riesce ad esaminare un problema da vari punti di vista. Tuttavia se la Disgiunzione diventa dominante come tipo di pensiero accade che di ogni situazione si percepiscono maggiormente le cose che non coincidono e per questo può diventare altrettanto problematico. Un esempio ne è il coddetto carattere oppositivo che esprime sul piano congnitivo la propria incapacità a condividere il pensiero, a sentirsi simile agli altri ed a partecipare processi di Interconoscenza.
La modalità Implicativa, infine, rappresenta il tipo di pensiero più evoluto, capace di utilizzare in modo combitato e flessibile sia la modalità congiuntiva che quella disgiuntiva. Il pensiero implicativo rappresenta il pensiero di tipo ipotetico-deduttivo che si esprime nella formulazione di ipotesi e nella loro verifica concettuale esaminando sia le situazioni che sono a sostengo che le contrarie, in modo da pervenire ad una decisione ponderata e razionale. Questa persona è in grado di poter collaborare in terapia, di essere facilmente autocritica e, soprattutto, di condividere e costruire Interconoscenza.
In conclusione quello che la psicoterapia Cognitivo-Relazionale cerca di ottenere è la possibilità per una persona di pervenire, attraverso un processo di crescita e di cambiamento (Capozzi, 2005), conseguente sia ad una analisi della modalità emotiva sia di quella cognitiva, ad una consapevolezza delle proprie strategie cognitivo-relazionali, di come queste siano correlate e di come sia possibile effettuare delle aperture rispetto al proprio modello per renderlo più aperto, flessibile e capace di Interconoscenza. L'obiettivo che si cerca di raggiungere, o comunque verso cui tendere, è quella condizione dove, sia le emozioni che i pensieri, possano fluire spontaneamente e senza ostacoli, sloppiness (The Boston... Group, trad. it. 2012, p. 78 e succ.), in modo da consentire la piena espressione ed espansione delle potenzialità creative ed integrative presenti in ogni individuo (Capozzi, 2012).
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